Come tutti i professionisti sanno al momento di una prestazione di servizio o alla cessione di un bene può capitare che venga redatta una fattura sbagliata che non riporti in maniera corretta o completa tutte le voci e le informazioni del documento. Sono queste le classiche situazioni in cui occorre al più presto porre rimedio onde evitare di incorrere in sanzioni a livello legislativo e sborsare anche cospicue somme di denaro a causa di una fatturazione errata.
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Nel caso in cui la fattura non sia stata ancora inviata al cliente, gli eventuali errori possono essere coretti senza problemi, ma se la fattura è stata già inviata al cliente bisogna cercare prima di tutto di capire quale sia l’errore e intervenire prontamente.
Se l’errore è relativo all’importo e di conseguenza al valore iva, bisogna emettere un'altra fattura chiamata nota di variazione che può essere variazione in aumento o in diminuzione. Nel primo caso si emette una seconda fattura che va ad integrare quella precedentemente emessa riportante il valore errato inferiore. Nel secondo caso invece si emette una nota di credito dove si storna l’importo in accesso e di conseguenza il valore iva in più.
Quando l’errore è invece da individuarsi non negli importi iva e nei valori, ma nell’intestazione oppure in altre informazioni della fattura, bisognerà comunicare prontamente al cliente il problema e rinviare la fattura corretta esplicitando la motivazione dell’invio della nuova fattura. Se però la fattura è stata già registrata dal cliente, lo stesso dovrà provvedere ad uno storno dell’intera fattura e richiederne una nuova corretta.
Ora che abbiamo chiarito quali possano essere gli errori più comuni che possono accadere in fase di fatturazione è bene dare anche alcuni informazioni sulle sanzioni nelle quali si può incorrere. Nel caso di valori sbaglia di iva e prezzo la sanzione parta da una base di circa 500€ a cui si deve aggiungere una maggiorazione che può variare dal 100 al 200 per cento del valore errato dell’iva. Qualora invece l’errore sia differente da valori iva e di prezzo, la sanzione può variare da 258 euro a 2.065 euro.