Registro dei corrispettivi per la fatturazione

Non tutte le categorie di contribuenti sono tenuti ad emettere la fattura, nello specifico le categorie che non hanno questo obbligo sono i commercianti al minuto per le attività svolte in negozi, bar, ristoranti, pizzerie e molte altre tipologie di attività. Queste tipologie di contribuenti utilizzano altre modalità per assolvere ai doveri fiscali per la fatturazione, sono tenuti, infatti, per obbligo di legge ad annotare le operazioni giornaliere su dei registri, chiamati registri dei corrispettivi.

Il registro dei corrispettivi sostituisce in tutto il registro delle fatture anche se è possibile utilizzarli entrambi, dipende sempre dal tipo di attività che si svolge o dalle richieste dei clienti. Nel caso dei ristoranti infatti può avvenire spesso che venga richiesta la fattura da alcuni professionisti che a loro volta hanno necessità di rendicontare alcune tipologie di spese ammissibili.

Ma come si complita un registro dei corrispettivi, molto semplice, occorre riportare giornalmente i corrispettivi compresi di imposta. Nello specifico, bisogna riportare sul registro i corrispettivi giornalieri compresi delle aliquote rispettive secondo il settore commerciale, iva al 22, al 10 o al 4 per cento, gli importi, data e altre informazioni richieste per particolari casi e regimi fiscali.

Il registro dei corrispettivi, utilizzato al posto delle fatture può essere esente dall’imposta di bollo, questo registro può essere quindi compilato su fogli di carta normali oppure tramite appostivi software per pc, l’unico obbligo che spetta al contribuente e quello di inserire un numero progressivo su ciascuna pagina del registro oltre all’anno fiscale di riferimento. Il registro va conservato in maniera corretta, secondo le abitudini di una corretta contabilità, senza eventuali zone bianche, abrasioni della pagina o cancellature e errori. Tutte le informazioni riportati dovranno essere consultabili in maniera facile e corretta.

Che cosa è una fattura e caratteristiche

La fattura è un documento fiscale che viene emessa qualora vi fosse la cessione di un bene o un servizio. La fattura è obbligatoria e l’azione di emissione della stessa prende il nome di fatturazione.
Al momento della compilazione della fattura sono presenti dei campi da compilare obbligatoriamente per rendere il documento fiscale completo e valido. Di solito la prima cosa da inserire è l’intestazione della fattura che riporta i dati dell’azienda o del professionista che emetta la stessa. Nell’intestazione è presente la ragione sociale, l’indirizzo della sede operativa, la partita iva e il codice fiscale.
A seguire vengono inseriti i dati dell’intestatario, cioè di chi acquista il bene o il servizio: nome, cognome (ragione fiscale quando necessario), indirizzo, partita iva, codice fiscale. A seguire deve essere compilata la data di emissione della fattura e il numero crescente di emissione dall’inizio dell’anno fiscale.
Nella parte centrale vengono registrati i servizi o beni ceduti/venduti con numero articolo, quantità, prezzo unitario escluso iva, iva da applicare e alla fine viene inserito il totale comprensivo di iva.
Nella parte finale inoltre, vengono solitamente inserite le coordinate bancarie per il pagamento, la descrizione e specifiche istruzioni, dove richiesto, per l’archiviazione.
Quando viene emessa la fattura, ne occorrono diverse copie, una che rimane a chi la emette e l’altra che viene data al ricevente. La fattura essendo un documento fiscale, oltre a presentare un numero crescente rispetto all’inizio dell’anno fiscale, deve essere conservata in sede aziendale oppure presso gli uffici di chi si occupa della contabilità aziendale. Occorre quindi registrare ogni fattura per il calcolo delle tasse e del fatturato. Recentemente si è fatto un grande passo avanti relativo alla fatturazione digitale attraverso sistemi informatici che snellisce di molto la classificazione e i calcoli iva e IRPEF.